I prodotti bandiera: un cibo, un luogo, un’esperienza

I prodotti bandiera, unicum di cibo e territorio racchiudono le dimensioni sensoriali ed emozionali di un viaggio “nel gusto, nelle tradizioni, nella cultura” di un luogo.

Costituiscono il cuore del turismo rurale, del turismo autentico, identitario, esperenziale e di scoperta.

L’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di prodotti agroalimentari a denominazione di origine e a indicazione geografica riconosciuti dall’Unione europea: 274 prodotti DOP, IGP, STG e 523 vini DOCG, DOC, IGT…tutti da conoscere e far conoscere insieme ai luoghi e alle persone che li realizzano.

Sono le ‘bandiere’ dei territori rurali… unicum di cibo e territorio!

Prodotto bandiera: Caciocavallo Podolico del Gargano

Territorio: zona del Gargano, in provincia di Foggia

Il caciocavallo delle mucche dalle lunghe corna

Il Caciocavallo Podolico è prodotto solo in certi mesi dell’anno con il latte intero delle vacche di razza Podolica, alimentate prevalentemente al pascolo e allevate allo stato brado. La Podolica è la più antica razza bovina allevata in Italia, rustica e resistente: le lunghe corna spiccano nelle macchie e nei boschi dove ama pascolare. Con il latte si fa appunto il Caciocavallo, un formaggio a pasta filata, che deve il nome e la forma caratteristica al fatto che viene appeso “a cavallo” delle travi per la stagionatura. Prodotto in varie aree del Meridione, quello del Gargano ha una qualità elevatissima. La stagionatura è variabile: si va da qualche mese fino a tre anni, per un prodotto inimitabile.

Il Caciocavallo, oltre ad essere degustato da solo, è un ingrediente eccezionale anche in cucina.

Clicca Qui per una gustosa ricetta con il Caciocavallo Podolico.

Prodotto bandiera: Cicerchia di Serra de’ Conti

Territorio: intero territorio della regione Marche

I buoni legumi della tradizione marchigiana

I legumi fanno parte di una tradizione gastronomica variegata e poco conosciuta come quella marchigiana. Una tradizione dimostrata anche dall’esistenza di tante interessanti varietà autoctone quasi scomparse, che sono state recuperate e tutelate grazie all’azione degli agricoltori custodi. L’elenco è lunghissimo: la Cicerchia di Serra de’ Conti, il cece Quercia di Appignano, il fagiolo Monachello, Cenerino, Americano e Occhio di capra, la fava di Fratte Rosa per finire all’antica Roveja di Appignano, una varietà di pisello selvatico.

Non solo legumi, però: tra le varietà locali tutelate ci sono cereali, ortaggi e piante da frutto. Si va dall’uva Melata, una varietà nera da tavola quasi scomparsa, alla Pera Angelica di Serrungarina, nel pesarese; dal pomodoro da serbo di Monte San Vito, che si conservava appeso in cantina per maturare a partire da novembre, alla Lattuga rossa della Sentina.

Per conoscere i legumi e gli altri tesori della biodiversità marchigiana esistono molte ricette, come questa che presentiamo.

Prodotto bandiera: Tortellini di Valeggio

Territorio: Valeggio sul Mincio (Verona)

Le bontà di un nodo d’amore

Non è cosa di tutti i giorni una specialità gastronomica che affonda le radici addirittura nel mito. È quello che accade per i rinomati tortellini di Valeggio sul Mincio, in provincia di Verona. Narra infatti la leggenda che Silvia, ninfa bellissima, e il suo amato Marco, fecero un nodo ad un fazzoletto come pegno del loro amore. Nodo d’amore è infatti un altro nome di questi delicati tortellini, fatti ancora secondo la tradizione casalinga. Per celebrare questo piatto tipico, ogni anno in giugno sul Ponte Visconteo di Borghetto di Valeggio sul Mincio si tiene la “Festa del Nodo d’Amore”, durante la quale si gusta questa specialità su due tavolate lunghe seicento metri e alla presenza di oltre quattromila commensali. Questi tortellini sono preparati con una pasta sfoglia tirata sottilissima con un ripieno di carni di manzo, maiale e pollo, cotte e macinate.

Per conoscere meglio i “nodi d’amore” potete scoprire come gustare i tortellini. Clicca Qui i consigli giusti per i nodi d’amore.

Prodotto bandiera: Speck

Territorio: Trentino

Lo speck ingrediente versatile e saporito

A inventarlo e a portarlo in Italia si dice che siano stati i barbari. E qualcosa di simile allo speck attuale era sicuramente presente fin dal medioevo. Di certo la sua produzione ha ricevuto un impulso a partire del riconoscimento europeo come prodotto Igp per lo Speck Alto Adige, avvenuto quasi vent’anni fa (1996). Ma un po’ in tutto l’arco alpino (dal Piemonte alla Venezia Giulia) esisteva già una tradizione di salumi in cui convivono e si esaltano a vicenda i due metodi tradizionali della conservazione della carne suina: la stagionatura e l’affumicatura. Inizialmente lavorato solo a livello familiare, lo speck negli anni si è imposto come prodotto di punta di alcuni salumifici del Trentino Alto Adige che hanno contribuito non poco a farlo conoscere apprezzare e conoscere. Una tra le molte versioni (speck Trentino “il Tenero”) si presta particolarmente all’utilizzo in cucina. Già perché tra le pentole, lo speck ci sta davvero bene. Alcune idee su come utilizzarlo? Clicca Qui

Prodotto bandiera: Riso Nano Vialone Veronese IGP

Territorio: Bassa Veronese (provincia di Verona) 

Un riso davvero speciale

La Bassa Veronese è caratterizzata dalla presenza di abbondanti risorgive che permettono con successo la coltura del riso. Qui si coltiva una delle varietà più apprezzate soprattutto per la preparazione dei risotti, che è appunto il Vialone Nano, primo riso protetto a livello comunitario dalla Igp. La coltura del riso nella pianura veronese risale addirittura alla prima metà del ‘500

Coltivato alternando inondazioni e asciutte dei campi, è lavorato con metodi tradizionali, senza trattamenti chimici o manipolazioni. La sbiancatura, in particolare, è ottenuta per semplice sfregamento. Il chicco è bianco, di dimensioni medie, con forma tonda e semilunga. Oltre alla tenuta alla cottura, la capacità di assorbire sapori e aromi dei condimenti rendono il Nano Vialone il principe dei risotti.

Da non mancare, se ci si trova nella zona della Bassa Veronese e si è appassionati in particolare di risotti, la lunghissima Fiera del riso che si svolge a Isola della Scala da metà settembre a metà ottobre.

Tra i mille risotti possibili da preparare usando come condimento le specialità gastronomiche della zona, una di quelle più famose è sicuramente il risotto all’isolana. Clicca Qui per saperne di più.

Prodotto bandiera: Lardo del Trentino

Territorio: Trentino (Val di Non)

Il lardo protagonista in cucina

Dopo l’oblio degli anni ’70 e ’80, in cui parlare di quanto buono fosse il lardo ottenibile dal maiale era assolutamente impossibile, oggi questo prelibato salume sta conoscendo una nuova stagione di apprezzamento e successi. Merito dei riconoscimenti da parte dell’Unione Europea del Lardo di Colonnata Igp prodotto in Toscana, o del famoso Lard D’Arnad Dop, prodotto in Val D’aosta. Ma anche della riscoperta della cucina tipica e contadina, che del lardo ha sempre fatto un componente importante delle sue ricette. Il lardo c’è! Ed è un lardo davvero particolare, legato com’è alla tradizione della Val di Non. Clicca Qui per conoscere le ricette.

Prodotto bandiera: Cipolla di Tropea

Territorio: provincie di Catanzaro, Cosenza, Vibo Valenza (Calabria)

Quanto è dolce questa cipolla!

Dolce e dal profumo intenso e caratteristico che la fa distinguere facilmente anche da un profano. E’ la Cipolla Rossa di Tropea IGP, un prodotto che appare legatissimo al territorio di produzione. Tanto che le sue preziose caratteristiche organolettiche pare siano collegate, più che alla varietà botanica, alle particolari condizioni climatiche e del suolo della zona di produzione.

Conosciuta e apprezzata anche al di fuori della regione, deve il nome alla cittadina di Tropea. Non perché le cipolle provengano tutte da qui! La realtà è che Tropea, in tempi in cui il trasporto su strada era ancora ben poco utilizzato, forniva un essenziale supporto logistico con il suo scalo ferroviario. Dove, con carri, muli e ed asini arrivavano le cassette piena di cipolle rosse da spedire anche molto lontano.

A diffonderne immagine e prerogative ci pensano le numerose ricette su come utilizzarla in cucina. Clicca Qui per qualche idea interessante.

Prodotto bandiera: Vino Soave DOP

Territorio: comuni collinari della provincia di Verona (Veneto) 

Il più grande vigneto d’Europa

Il Soave è uno dei vini italiani più conosciuti nel mondo. Proviene dalle colline vulcaniche a est di Verona, intorno al comune di Soave, ed è prodotto in quattro diverse tipologie: il Soave Colli Scaligeri DOP; il Soave Classico DOP; il Soave Superiore e il particolare Recioto di Soave, entrambi con la DOCG. La zona del Soave, con i suoi 6.600 ettari coltivati, è considerata a ragione il più grande vigneto d’Europa. Una terra da percorrere anche lungo itinerari suggestivi che, attraversando i vigneti, ci portano a scoprire castelli, borghi, chiese e ovviamente cantine. Vino bianco da pasto apprezzato per la sua versatilità e i suoi molteplici abbinamenti, il Soave rispecchia i caratteri di una terra vocata da tempi antichi alla coltivazione della vite. Nella tipologia del Recioto si presta sia all’abbinamento con dolci alla crema sia come vino da meditazione.

Oltre a tantissime informazioni su questo vino, anche idee sugli abbinamenti ideali e su come utilizzarlo in cucina. Clicca Qui per una proposta gastronomica interessante.

Prodotto bandiera: Radicchio Variegato di Castelfranco IGP

Territorio: provincie di Treviso, Padova e Venezia (Veneto)

Una rosa variegata dal gusto inconfondibile

Anche se non sembra dall’aspetto, il Radicchio Variegato di Castelfranco IGP è un cugino di quello Rosso di Treviso. È infatti stato ottenuto con tutta probabilità da un incrocio tra il radicchio e la scarola. La forma ricorda quella dell’insalata a cespo ma le caratteristiche sono tipiche delle cicorie. È prodotto in una zona che, partendo da Castelfranco Veneto, da cui prende il nome, abbraccia vari comuni delle province di Treviso, Padova e Venezia. Ha un sapore delicato, dal dolce al leggermente amaro. Aggiunge alle insalate un tocco di colore che le rende invitanti ma proprio per il sapore non forte offre ai cuochi la possibilità di tanti diversi usi in cucina.

Il Radicchio Variegato, insieme al suo “cugino” rosso, è protagonista di molte proposte gastronomiche, se vuoi saperne di più Clicca Qui

Prodotto bandiera: Parmigiano Reggiano DOP delle vacche rosse

Territorio: provincia di Reggio Emilia

Il Parmigiano delle vacche dei barbari

Le vacche rosse della razza Reggiana risalgono addirittura alle invasioni barbariche. In origine la Reggiana era una razza a triplice attitudine, cioè adatta anche al lavoro e alla produzione di carne, oltre a quella del latte. Quasi scomparsa nel dopoguerra, è sopravvissuta nella provincia di Reggio Emilia grazie all’ostinazione di pochi allevatori. È dal latte di queste vacche che si ottiene un Parmigiano Reggiano DOP particolarmente pregiato. Proprio con il latte di queste vacche, infatti, i monaci benedettini produssero il primo parmigiano della storia.

Clicca Qui ‎ per una gustosa ricetta al Parmigiano.

Prodotto bandiera: Radicchio Rosso di Treviso Igp

Territorio: provincie di Treviso, Padova, Venezia

Un padre belga per il Radicchio di Treviso

Il Radicchio Rosso di Treviso IGP si presenta in due varianti: il precoce e il tardivo. Quello senz’altro più ricercato è il tardivo, frutto di un processo di coltivazione laborioso e ingegnoso che ne attenua tra l’altro il gusto amaro. Proprio questo processo avrebbe secondo tradizione un’origine belga, perché sarebbe stato il vivaista Francesco Van Den Borre, intorno al 1870, a portare a Treviso la tecnica dell’imbianchimento usata per la cicoria belga. La storia del radicchio a Treviso è però molto più antica, visto che lo troviamo raffigurato addirittura in un quadro del ‘500, “Le nozze di Cana” di Leandro da Ponte, detto il Bassano, oggi al Louvre. Coltivato a Treviso e in vari comuni della provincia, oltre ad alcuni in provincia di Padova e di Venezia, il radicchio si trova in una terra costellata delle famose ville venete ma anche di castelli e oasi naturali. Il Radicchio di Treviso, oltre a essere gustosissimo, è anche salutare. Il bel colore rosso, infatti, gli viene dagli antociani, gli stessi benefici antiossidanti presenti nel vino rosso, nelle arance e nei frutti di bosco. Una curiosità “galattica”, infine: i semi del radicchio di Treviso sono finiti anche sullo Shuttle per esser coltivati nello spazio. E in cucina? Clicca Qui per una idea semplice, ma gustosa.

Prodotto bandiera: Bergamotto di Reggio Calabria

Territorio: provincia di Reggio Calabria (Calabria)

Una stuzzicante spremuta di benefiche molecole

Il bergamotto è un agrume dall’origine controversa, forse nato per la mutazione di altre specie di agrume. È coltivato in pratica solo nella provincia di Reggio Calabria; la DOP tutela l’olio essenziale. Questo però non è l’unico uso. Visto che questo agrume contiene un mix di molecole protettive dell’organismo che – pare – siano in grado di abbassare il colesterolo cattivo, qualcuno ha pensato di produrre una spremuta di bergamotto che, oltre ad essere ottima, è un vera sferzata salutare, senza aggiunta di conservanti o coloranti. Clicca Qui per qualche idea interessante da provare in cucina, legata a quest’agrume tipico della costa ionica della provincia di Reggio Calabria.

Prodotto bandiera: Torrone di Tonara

Territorio: Tonara e altri centri della Barbagia (Sardegna)

Il dolce torrone sardo della Barbagia

Tonara è un comune di montagna della Barbagia, in provincia di Nuoro: è anche il maggior produttore di torrone sardo. Da Tonara i torronai partivano con il loro dolce per portarlo sui banchetti di tutte le sagre e le feste paesane dell’isola. Il Torrone sardo è preparato usando solo miele, mandorle (o anche noci o nocciole) e albume d’uovo; la presenza del miele gli conferisce un colore avorio. È esclusa la presenza di altri zuccheri, come il saccarosio o lo sciroppo di glucosio, di altri dolcificanti e di canditi. Lavorato in passato nel paiolo di rame (“su cheddargiu”) e sul fuoco di legna, oggi è preparato in modo moderno ma sempre nel rispetto della tradizione.

A Tonara il torrone è anche l’occasione per una bellissima sagra che si svolge nei giorni di Pasqua, in particolare il lunedì dell’Angelo. Se vi fermate a Tonara, vale la pena visitare il museo dedicato all’antica arte dei maestri torronai.

Possiamo degustare il Torrone di Tonara accompagnandolo con un bicchiere di uno degli ottimi vini da dessert dell’isola, come la Malvasia di Bosa, il Moscato di Sardegna o il Cannonau di Sardegna liquoroso dolce. Da provare anche l’abbinamento con il liquore alla crema di torrone, la Tonaresina.

 

Prodotto bandiera: Birra artigianale

Territorio: Cittareale, provincia di Rieti

Al peperoncino o al sedano, è sempre birra di montagna

In Italia il fenomeno delle birre artigianali è letteralmente esploso negli ultimi anni. Oggi il nostro paese è il terzo in Europa per il numero di microbirrifici: un dato inaspettato se pensiamo alla nostra tradizione più orientata al vino. Molti microbirrifici, però, riescono a coniugare l’innovazione con la tradizione del territori. In montagna, in un paesino di meno di 500 anime, vengono usati prodotti particolari, sia della tradizione locale, come il farro del reatino, sia regionali, come il Sedano bianco di Sperlonga IGP, che viene da Latina. Il risultato è una batteria di birre tradizionali ed estrose. È il caso di Chicano, birra che unisce il farro non maltato di Cittareale al rocoto, un peperoncino sudamericano.

Assaggiare un birra al sedano o al farro, oltre alle classiche bionde, rosse e scure, è un’esperienza da provare. La birra è anche protagonista come ingrediente in cucina: Clicca Qui per un consiglio interessante.

Prodotto bandiera: Salumi Piacentini DOP e tipici

Territorio: provincia di Piacenza

Tre salumi che non si dimenticano

Pensare alla gastronomia dell’Emilia Romagna e poi pensare ai salumi è un esercizio quasi troppo facile. Tra le tante specialità della regione, spiccano i Salumi di Piacenza, in particolare con i tre salumi DOP: la Coppa piacentina, la Pancetta piacentina ed il Salame piacentino. Prodotti in tutto il territorio della provincia, in un territorio situato tra il Po ed i rilievi degli Appennini, adattissimo alla stagionatura dei salumi.

La Coppa, preparata usando le carni dei muscoli del collo del suino, viene lavorata aggiungendo esclusivamente sale, pepe e altre spezie, per poi affrontare una stagionatura di almeno sei mesi. Il delicato profumo di carne stagionata, con un leggero aroma speziato, e il sapore caratterizzato da una spiccata dolcezza, la rendono inconfondibile.

La Pancetta si ottiene dal taglio grasso del suino, chiamato pancettone. Lavorata con metodi tradizionali e poi stagionata per almeno tre mesi, ha forma cilindrica, con un peso tra i 4 gli 8 kg. La fetta si presenta caratterizzata dal tipico alternarsi di strati di colore rosso vivo e bianco rosato; il profumo è delicato e piacevolmente speziato.

Il Salame si prepara solo con tagli di carne e grasso di suino, uniti insieme dopo una macinatura abbastanza grossa, come da tradizione. Segue poi l’impastatura, durante la quale sono aggiunti solo sale, spezie e vino. La stagionatura porta all’optimum questo tipico salame a grana grossa.

Oltre ai tre principi DOP, la tradizione di questo territorio offre altri prodotti tipici come i ciccioli e la cicciolata, il salame da cuocere, quello gentile ed il cappello del prete.

Prodotto bandiera: Amarone della Valpolicella Docg

Territorio: Valpolicella, provincia di Verona

Un Recioto di gran pregio

L’Amarone della Valpolicella Docg, o più semplicemente Amarone, è uno dei grandi vini rossi italiani, degno di competere sia con i grandi rossi toscani o piemontesi, sia con i cugini francesi. Prodotto con uve Corvina, Corvinona e, con percentuali minori, Rondinella. Prende il nome di recioto dalle recie, il termine dialettale per indicare la parte alta del grappolo, più esposta al sole e quindi più ricca di zuccheri, usata appunto per questo vino. Prima della vinificazione, infatti, le uve vengono fatte appassire lentamente per concentrare zuccheri e aromi. Una lunga fermentazione, fino a 30-50 giorni, consuma lentamente tutto lo zucchero, per arrivare appunto all’Amarone. Prima dell’imbottigliamento il vino attende ancora per l’affinamento in botti di legno.

Per conoscere una ricetta tipica caratterizzata come ingrediente proprio dall’Amarone, Clicca Qui.

Prodotto bandiera: vini DOP Colli Berici

Territorio: provincia di Vicenza

La storia di un vitigno scambiato

I Colli Berici sono una zona nel sud della provincia di Vicenza. Ville, piccoli paesi, eremi e conventi caratterizzano queste colline, particolarmente vocate per la produzione di vino. La DOC Colli Berici comprende numerosi vini, sia bianchi che rossi, sia prodotti con vitigni autoctoni, sia con vitigni internazionali che però sono presenti ormai da tanti anni.

È il caso di uno strano vitigno, che possiamo definire il vitigno “scambiato”. Il Carmenere è un vitigno di origine bordolese, ormai quasi scomparso in Francia. Da noi arrivò all’inizio dell’800 perché veniva confuso con il più pregiato Cabernet Franc. Proprio grazie a questo “scambio di identità”, il Carmenere è restato su una superficie considerevole, circa 4.000 ettari, tra Veneto e Friuli e viene oggi vinificato sia insieme ad altri vitigni che in purezza.

Tra i vini dei Colli Berici, il “nascosto” Carmenere è l’ingrediente giusto per insaporire alcuni piatti gustosi della tradizione contadina. Clicca Qui per avere una ricetta.

Prodotto bandiera: Aglianico del Vulture Doc

Territorio: Vulture (Basilicata)

Un grande rosso dalle terre del vulcano

Il Vulture è una terra aspra, selvaggia e bellissima. È la zona di una antico vulcano, nella parte settentrionale della Basilicata. Qui, oltre ad altre specialità enogastronomiche, trova uno dei suoi ambienti migliori l’Aglianico, un vitigno autoctono che è uno dei vanti dell’enologia del Sud Italia. L’Aglianico del Vulture Docg è un vino elegante e robusto al tempo stesso, capace di mantenere nel tempo le sue qualità. I terreni vulcanici e il microclima del Vulture ne esaltano le caratteristiche migliori. La leggenda vorrebbe che fosse proprio un Aglianico quel vino robusto che servì a Ulisse per stordire il ciclope Polifemo e così accecarlo per salvare i suoi compagni.

L’Aglianico è anche protagonista in cucina di tante ricette, come quella che puoi trovare Clicca Qui.

Prodotto bandiera: Pecorini della Sardegna

Territorio: Regione della Sardegna

Pecorini come ambasciatori

Pensare di utilizzare i pecorini come ambasciatori dei diversi territori della Sardegna non è poi un’idea così peregrina. L’isola infatti ne produce molti tipi differenti. Molti di più di quelli che hanno sinora ottenuto la Dop da parte dell’Unione Europa. D’altra parte, come è noto, i formaggi sono un prodotto fortemente influenzato, oltre che dalla razza di pecore da cui si ottiene il latte (razza sarda, in questo caso), dai pascoli utilizzati, dalla stagione di produzione, dal clima e dalle tecniche di lavorazione. Logico quindi che se ne producano una grande varietà!

Ottimi da abbinare agli ottimi vini locali, i pecorini si prestano benissimo a essere utilizzati per preparazioni gastronomiche particolarmente saporite. Clicca Qui per un paio di idee molto gustose.

Prodotto bandiera: Parmigiano Reggiano Dop

Territorio: province di Modena, Reggio Emilia e Parma e parte di quelle di Bologna e Mantova

Il re dei formaggi

Lo hanno giustamente definito il “re dei formaggi”. Di certo è uno dei prodotti caseari italiani più caratteristici e blasonati! Anche per il fortissimo legame territoriale che lo collega all’area di produzione (le province di Modena, Reggio Emilia e Parma e parte di quelle di Bologna e Mantova). Il Parmigiano Reggiano Dop è un formaggio di elité, una preziosità a cui vengono riservate particolari attenzioni sia nella lavorazione, sia – soprattutto – nella scelta della materia prima. I mastri casari sono su quest’ultimo aspetto molto esigenti. Il latte utilizzato deve infatti provenire da bovine la cui alimentazione di base è data da foraggi di prato polifita o da medicaio. Inoltre i produttori devono impegnarsi a non utilizzare alcun tipo di insilati.

Per conoscere le innumerevoli possibilità che il Parmigiano offre in cucina,  clicca qui  per un paio di anticipazioni.

Prodotto bandiera: vino Negroamaro

Territorio: provincia di Lecce

Il grande vitigno della Puglia

Il Negroamaro, oltre ad essere un vitigno in grado di esprimere grandi qualità sia nei vini rossi che negli splendidi rosati, è anche uno dei simboli della rinascita della viticoltura meridionale ed in particolare della Puglia, entrata nel cuore di tantissimi italiani anche grazie alla sua qualità enogastronomica, oltre al mare e alla natura. Dopo essere stato per anni la base di quei vini da taglio che dal Sud hanno spesso fatto la fortuna di vini di altre regioni, spesso anche all’estero, oggi il Negroamaro gode di grande considerazione grazie all’impegno di tanti viticoltori meridionali.

Il Negroamaro è protagonista anche in cucina dove può essere la base per ricette molti interessanti come quella proposta qui .

Prodotto bandiera: Vin Santo Occhio di Pernice

Territorio: provincia di Grosseto

Tre dolci bicchieri dalle coste della Maremma

I vini della Maremma toscana hanno avuto negli ultimi anni una crescita notevole nell’apprezzamento e nella considerazione di appassionati ed intenditori. Nel variegato panorama enologico maremmano, oltre a ottimi bianchi, come il Vermentino, o a rossi stimatissimi, occupano un loro spazio significativo anche alcuni importanti vini dolci.

Il primo esempio viene proprio dal Vermentino, nella sua versione passita. Un passito che conserva la freschezza degli aromi fruttati senza essere mai stucchevole.

L’Aleatico passito si ottiene invece dall’omonimo vitigno autoctono che i viticoltori maremmani stanno riscoprendo con risultati molto interessanti, anche nella versione secca e rosata.

Infine, il Vin Santo Occhio di Pernice, il principe dei vin santi, prodotto anche in altre zone della Toscana. Qui è vinificato con uve Sangiovese a cui si può aggiungere l’aromatica Malvasia Nera. Prodotto secondo la tradizionale tecnica del Vin Santo, è un vino fine e molto elegante, meritevole di grande considerazione.

Questi tre grandi vini dolci offrono opportunità variate e anche insolite al momento di servirli e di abbinarli. Il Vermentino Passito, con i suoi intensi aromi di frutta, è ideale con dolci alla crema o crostate di frutta. L’Aleatico Passito, con il suo gusto intenso, si abbina bene con dolci e formaggi; è anche possibile provare l’insolito abbinamento con del cioccolato fondente. L’Occhio di Pernice, infine, è soprattutto un vino da meditazione, da gustare da solo dopo il pasto.

Prodotto bandiera: Colli Euganei Fior d’Arancio DOCG

Territorio: Colli Euganei (provincia di Padova)

Uno spumante dal profumo di Arancio

I Colli Euganei, in provincia di Padova, sono una zona di origine vulcanica dal clima particolare e per questo da sempre adatta alla coltivazione della vite.

Tra i tanti vini della denominazione Colli Euganei spicca il Fior d’Arancio DOCG, un vino ottenuto dal pregiato vitigno Moscato Giallo. La particolarità di questo vitigno, aromatico come tutti i Moscati, è legata alle note aromatiche che richiamano in modo netto le zagare, cioè appunto i fiori d’arancio.

Il Fior d’Arancio è vinificato in tre diverse versioni. Quella classica è rappresentata dallo spumante, che unisce al gusto dolce una nota acidula molto gradevole, unita al caratteristico profumo di fiori di agrumi. Esistono poi la versione passita, complessa, ampia, legata alla scelta sapiente del momento della vendemmia. Infine, il Fior d’Arancio secco offre inaspettate sensazioni aromatiche a chi non lo ha mai degustato.

Limitandosi al Fior d’Arancio DOCG spumante, c’è da dire che è indicatissimo con i classici dolci natalizi, come il panettone o il pandoro. Pregevole è anche l’abbinamento con le crostate di frutta. D’estate poiè una ottima base per degli aperitivi, considerando anche il basso grado alcolico (6 gradi). Il Passito è il compagno ideale per dolci più impegnativi, come torte alla crema o crostate di ricotta, o anche per biscotti come gli zaleti veneti, fatti con farina di mais e uvetta. Possiamo anche azzardare l’abbinamento con qualche formaggio erborinato. Il Fior d’Arancio secco, infine, è ideale per accompagnare antipasti, risotti non troppo sostanziosi, piatti di carne bianca o anche un pesce bianco al forno.

Prodotto bandiera: Capra Garganica

Territorio: zona del Gargano, in provincia di Foggia

La rustica capra nera del Gargano

Autoctona del Gargano, e quindi perfettamente adattata al clima e al territorio, la Capra Garganica è una razza rustica, che vive bene anche in condizioni ambientali sfavorevoli. Frugale nella sua alimentazione, è allevata soprattutto per la produzione di latte destinato a produrre formaggi caratteristici, come il Cacioricotta del Gargano o il canestrato.

Una curiosità riguarda poi una caratteristica forma di carne di capra conservata, la musiskca o muscisca. Si tratta di una ricetta antica, in cui la carne viene essiccata e aromatizzata con erbe e peperoncino per poterla conservare e servire da cibo in particolare ai pastori stessi. Oggi è ancora prodotta in piccole quantità.

Anche se ricercata per il suo latte, la capra garganica è ottima in cucina anche per la sua carne.

Clicca qui per qualche idea interessante

Prodotto bandiera: Tartufo umbro

Territorio: Umbria

La profumata trifola dei boschi

Quasi non ci sarebbe bisogno di presentare un prodotto così amato e conosciuto come il tartufo, in particolare il tartufo umbro. La profumatissima e pregiata trifola nasce nei boschi ed è raccolta da attenti cercatori che fanno di questa ricerca una vera e propria arte in cui utilizzano cani dal fiuto particolarmente sviluppato, così da essere in grado di individuare i tartufi anche a grande distanza. Un’arte più che giustificata, se pensiamo al pregio e alla ricercatezza di questo ingrediente sovrano della cucina.

Tra le diverse varietà di tartufi troviamo varie specialità, come il burro al tartufo, la crema tartufata, l’olio aromatizzato.

Per conoscere una ricetta al tartufo basta cliccare qui.

Prodotto bandiera: Monte Veronese DOP

Territorio: provincia di Verona

Il pregiato formaggio della “monta”

Anche se è prodotto in una zona prevalentemente montana, il formaggio Monte Veronese Dop deve in realtà il suo nome al termine dialettale “monta” che significa mungitura. La zona di produzione corrisponde principalmente alla Lessinia, al monte Baldo e alla fascia collinare prealpina veronese.

Il Monte Veronese è un formaggio di latte vaccino a pasta semicotta, prodotto in due modalità abbastanza diverse. Il Monte “latte intero”, infatti, è un formaggio fresco con un ciclo di lavorazione di 25 giorni e va gustato al meglio entro due mesi dalla produzione. Il Monte Veronese “d’allevo”, invece, è prodotto con latte semiscremato e va incontro a una lunga stagionatura, che può superare anche un anno. Ovviamente il gusto e quindi l’abbinamento risultano molto diversi per queste due tipologie.

Naturalmente il Monte Veronese DOP è conosciuto e apprezzato da solo o come ingrediente di una ricetta. Clicca qui per conoscerne una delle più famose.

Prodotto bandiera: Maiale brado di Norcia

Territorio: Norcia (provincia di Perugia)

Il gusto del maiale dei boschi

I migliori maiali – e i migliori prosciutti! – sono quelli allevati allo stato brado, nei boschi, mangiando in prevalenza ghiande. Il famoso Pata Negra, il prosciutto più costoso del mondo, viene proprio da questo tipo di allevamento. Anche in Italia però, si sta riscoprendo la tradizione dell’allevamento brado, soprattutto grazie all’uso delle vecchie razze suine, molto rustiche e adatte alla vita all’aperto, come molte razze a pelo scuro dell’Appennino.

A Norcia si trovano aziende che portano avanti la tradizione, allevando direttamente i maiali nei boschi e poi lavorando le carni, in particolare ottenendo prosciutti di elevatissima qualità. I pregi e le virtù del maiale brado di Norcia si notano dagli splendidi prosciutti, addirittura in tre diverse varianti stagionali; e poi dal guanciale, pancetta arrotolata, lonza o capocollo e salame.

Ovviamente i salumi di maiale di Norcia sono anche perfetti in cucina.

Per conoscere una ricetta tradizionale Clicca qui.

Prodotto bandiera: Barolo DOCG

Territorio: provincia di Cuneo

Il grande aroma di Langhe

Sembra quasi superfluo presentare al grande pubblico il Barolo DOCG, uno dei grandi rossi della nostra tradizione enologica.

Prodotto con uve di Nebbiolo (l’uva delle nebbie), ottenute con basse rese per ettaro, il Barolo è vinificato in modo tradizionale per poi affrontare un lungo affinamento che lo rende fine, elegante e al tempo stesso potente. Un vino che incarna in modo ineguagliabile le terre delle Langhe. Orgoglio non solo della enologia piemontese ma di tutto il paese, il Barolo è uno dei vini italiani più conosciuti, apprezzati e stimati nel mondo.

Il Barolo è anche un prestigioso ingrediente della cucina piemontese: per conoscere una ricetta Clicca qui.

Prodotto bandiera: Aceto Balsamico di Modena IGP

Territorio: provincia di Modena e Reggio Emilia

Un aceto che viene da lontano

L’aceto balsamico affonda le sue radici molto indietro nel tempo, fino all’epoca di Matilde di Canossa, cioè nell’anno Mille, quando conosciamo le prime testimonianze in merito. In epoche più vicine a noi, l’acetaia costituiva addirittura la dote di tante fanciulle modenesi, proprio per il suo prezioso contenuto.

Il ruolo di principe spetta all’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, prodotto con la tecnica tradizionale del passaggio successivo in botticelle di legni diversi e affinato almeno per 12 anni, per arrivare a 25 anni per il tipo Stravecchio. Un prodotto unico al mondo, prezioso e misterioso.

In tempi più recenti, è diventato familiare a tanti consumatori l’Aceto Balsamico di Modena IGP, un vero e proprio aceto, dal costo decisamente più accessibile e più versatile in cucina. Proprio su questo tipo di aceto è nata una vera e propria gastronomia, con ricette gustose ed impreziosite da questo tocco di originalità.

Clicca qui per scoprire una gustosa ricetta con l’Aceto Balsamico di Modena IGP.

Prodotto bandiera: vini DOC San Colombano al Lambro

Territorio: provincia di Milano

Il vino di Milano

L’agricoltura nelle città e negli immediati dintorni non è fatta solo di orti sul balcone e giardini collettivi. Anche le grandi metropoli mantengono nel loro territorio spazi agricoli di tutto rispetto, che oltre a una funzione di polmone verde e ricreativa, offrono anche produzioni agricole di tutto rispetto. È il caso dei vini di San Colombano al Lambro, gli unici vini DOC della provincia di Milano, prodotti anche nelle province di Lodi e Pavia. Quei vini che Gianni Brera, grande enogastronomo oltre che maestro del giornalismo sportivo, chiamava “vin de Milan”.

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Prodotto bandiera: Bisi di Colognola ai colli, melo Decio, vini Lessini Durello, Arcole e Merlara

Territorio: provincia di Verona

Il vino e la cucina delle antiche poste

Quando si viaggiava a cavallo era indispensabile avere a disposizione lungo il tragitto dei luoghi dove far riposare o cambiare i cavalli, le cosiddette poste. Anche i viaggiatori approfittavano delle poste per riposare e per rifocillarsi con piatti semplici, poveri, ma al tempo stesso robusti e gustosi, insieme a qualche bicchiere di vino della zona. Una tradizione in gran parte persa con l’avvento dell’automobile che ha rivoluzionato i ritmi stessi del viaggio.

Prodotti, piatti e sapori della tradizione locale oggi hanno un nuovo valore sulle nostre tavole. È il caso del formaggio Monte Veronese Dop; dei Risi e Bisi cucinati utilizzando i Bisi (piselli) di Colognola ai colli “verdone nano” o una torta preparata utilizzando il Melo Decio, una varietà autoctona del veronese che risalirebbe addirittura agli antichi Romani.

Per gli abbinamenti con il vino non c’è che l’imbarazzo della scelta. Oltre al Soave e al Valpolicella (di cui già si è già parlato) ottime scelte sono quelle proposte dalla Strada del Vino Lessini Durello doc, con i suoi ottimi spumanti prodotti con il vitigno autoctono dei Monti Lessini, la Durella; dalla Strada del Vino Arcole doc, a cavallo tra le province di Verona e Vicenza, con i suoi rossi importanti, come Merlot e Cabernet, e i bianchi come Chardonnay e Pinot Grigio; infine dalla Strada del Merlara doc, intorno all’omonimo paese in provincia di Padova, che presenta vini bianchi sia frizzanti che fermi, con tanti vitigni diversi; nonché rossi molto interessanti, tra cui un piacevole Marzemino Frizzante, leggero e aromatico.

Prodotto bandiera: Mandorlato di Cologna Veneta

Territorio: Cologna Veneta (Verona)

Un torrone davvero speciale

Il mandorlato è un dolce che sta diventando sempre più famoso. Merito di un marketing azzeccato, certo! Ma anche di un sapore e di una qualità notevole. Per chi ancora non lo conoscesse, diciamo subito che fa parte della famiglia dei torroni. La lavorazione è peculiare, come pure le caratteristiche finali del prodotto, decisamente eccellenti! Legato inscindibilmente al territorio di Cologna Veneta, è un esempio paradigmatico di un prodotto tipico assolutamente legato al luogo dove avviene la lavorazione. Notevole anche la sua storia. Anche se è difficile dire quando effettivamente sia stato inventato, ci sono indizi concreti che fosse prodotto già 500 anni fa… per essere poi venduto a Venezia. La presenza poi di dolci simili – anche se con modalità differenti di lavorazione – in Spagna e in Sicilia, ha fatto ipotizzare una ricetta ancora più antica e di derivazione araba. Quattro sono gli ingredienti utilizzati per la sua fabbricazione: le mandorle, il miele, lo zucchero e l’ albume d’uovo. Tutti e quattro dosati e lavorati secondo una tradizione ben codificata dall’esperienza dei mastri dolciari della zona.

Tipico del periodo natalizio, il mandorlato è prodotto attualmente da numerose aziende locali. Ottimo anche da solo, è da provare in abbinamento con vini dolci passiti, come il locale Recioto di Soave. Molto azzeccati sono anche gli abbinamenti con uno dei tanti Vin Santi prodotti in Italia o con un buon Moscato.